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Pensieri

19 Set L’Isola delle Rose

Sabato sera. Sono a Savignano e si beve qualcosa con gli amici al buon vecchio Sidro Club. Mi arriva uno di quei messaggi generati in automatico da uno dei server della Vodafone e mi dice che per chiamare l'Italia occorre digitare un certo numero e blahblahblah. Mi metto a ridere (forse è anche colpa della 4 birra che impugno con assoluta baldanza) e corro al balcone dietro al quale sono certo di trovare il buon Leo.

Gli faccio: "Di ascolta, se volevi trasportare il Sidro in una dimensione sovranazionale ed esulare la metratura del locale dall'obbligo di sottostare alle leggi dello stato italiano potevi farla meno complicata..si insomma..contattare addirittura la Vodafone!".

"Ma stai buono va là, ho visto da poco un documentario sull'Isola delle Rose..un ingegnere pazzo di Bologna alla fine degli anni 60'...lui sì che ha avuto le palle..."

Senza riportare tutta la conversazione (siam mica qui a ricopiare i tabulati) il discorso è molto interessante. Diversi temi, anche di natura prettamente filosofica, si intrecciano quando si toccano argomenti come quelli delle radio pirata, delle libere repubbliche sorte quasi per gioco a cavallo fra anni 60' e 70' in diverse parti del mondo, dell'esperanto e delle Utopie.

Mi piace pensare che di spazi da riempire con punti di vista nuovi e innovativi, coraggiosi e non necessariamente conformisti si possano ancora trovare, passeggiando per il nostro pianeta. Sicuramente navigando nelle acque dei nostri mari, addirittura di quella "bacinella" che è il nostro Mare Adriatico. Da qui l'entusiasmo per un documentario semplice, ma assolutamente evocativo rispetto la nascita e la morte dell'Isola delle Rose.

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24 Ago Una rete tesa fra McLuhan e Google

Dopo un po' di sbattimento...rieccoci qua. Nel post precedente vi avevo raccontato del "piccolissimo" problema frappostosi fra La Diga delle Tre Gole e Google. Un problemuccio da nulla se non fosse che la spina che attaccava questa sottospecie di taccuino virtuale alla rete era staccata, unilateralmente dai tecnici di Mountain View. Dopo un po' di lavoro e meno di 10 euro di spesa la situazione pare tendere alla normalità. Era il principio però che mi indisponeva, in quanto principio di assoluta non libertà di comunicazione e trasmissione del messaggio. E dato che, come il vecchio Marshall ricorda sempre, il mezzo che scegliamo per comunicare finisce spesso con il trasformarsi nella comunicazione che inoltriamo (che senso avrebbe avere un blog se nessuno potesse commentare e/o fruire dei suoi contenuti sul web?), la cosa mi ha preoccupato molto.
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12 Ago La Diga delle Tre Gole cerca casa per colpa… di Google

Era da un po' di settimane che non riuscivo più a trovare i miei post indicizzati su Google. Mi sono detto, sicuramente mi hanno hackerato il sito, qualche malintenzionato mi avrà rubato l'identità virtuale per un qualche colpo e la polizia postale sarà già sulle mie tracce...oh my God e tutta la paranoia del caso. Poi ho fatto un po' di ricerchine e ho scoperto che questo malintenzionato ha un nome molto, molto comune. Si chiama Google. Come si legge su pc-facile  ed in altre decine di riviste on line, i domini gratuiti co.cc sono stati bannati dalla lista dei siti indicizzati da Google, il che significa molto bellamente, che quello che scrivi on-line equivale effettivamente a quello che scrivi nel tuo taccuino sopra il tuo comò. Lo strumento che oggi ci permette - e ci obbliga - alla ricerca delle informazioni più potente al mondo ti ha messo in quella parte di lavagna dove ci stanno i cattivi.
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18 Giu 1912-2011

Mi è sembrata antica, una piccola donna reperto. Sicuramente un essere umano di un'altra epoca, raccolta al centro di un letto così bianco e disfatto. Il tepore del suo corpo era ancora sensibile, mentre il viso non lasciava trapelare alcun dubbio a riguardo della sua distanza, ormai. Non c'è stato nulla di cui aver paura mentre con un palmo le ho accarezzato la fronte e le ho augurato un altro secolo, e cento altri, di longeva felicità, in qualunque mondo sia giunto il momento di spostarsi.
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