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Pensieri

10 Gen Banshee

Open the newspaper / the first thing I do every morning is backward- / -looking and so cool "Stabilization / devours its young"!? please don't make compari- / -son between robbery / and banshees Never known exactly /what I am here for all I want to sing now / is that...

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02 Gen Impetus B | Bologna, David Crosby e il primo giorno della fine del mondo

Come crescono in fretta le unghie in vacanza. Quelle dei piedi con una curva ancora più ripida, sarà colpa dei calzetti. Non che la cosa sia giunta a dei livelli in cui il fastidio è insopportabile, ma se cammini un po' lo senti. Il primo gennaio sono stato a San Luca. 666 archi, il porticato più lungo del mondo. Questo signore deve aver avuto a che fare nella sua esistenza con dei serpenti e mentre attraversavamo il portico realizzato per lui e la sua madonna la cosa è venuta fuori. Come se Bologna la dotta, la rossa, la grassa fosse una specie di sasso incastrato ed avvolto da serpi e rettili dalla colonna vertebrale fatta di archi e dalle squame di mattone rosso, aggrovigliate fra loro in labirinto che al centro da spazio alle due torri. Sì un'immagine abbastanza epica, ma con l'anno nuovo bisogna partire carichi. Mi è piaciuto pensare al portico di San Luca come una specie di "anomalia del sistema", come un elemento di rottura rispetto all'equilibrio del paesaggio urbano, del reticolo di strade e passeggiate coperte all'interno della città.

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07 Dic Impetus A | L’Aperitivo cattivo e le 4 chiacchiere con il dentista

Qui inizia una serie di racconti che si svolgono in un lasso di tempo zero, come a dire che il tempo che scorre dentro la mente di chi si trova al centro di una storia può essere molto diverso da quello che risulta fuori, da quello che la storia stessa vorrebbe. Una sorta di fotografia sul flusso di coscienza, un'istantanea sulle impressioni provocate da un input arrivato dal mondo reale, o per meglio dire dal  mondo sensoriale...si insomma, quello dove ci sono anche gli altri.

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09 Nov Silvio Berlusconi, il Presidente più Pazzo del Mondo

Non riesco a capacitarmi di come, sentendo la telefonata di Berlusconi al Tg1 - l'ennesima, che questa volta trova come interlocutore il pettinatissimo Giorgino - il mio animo si sia incrinato, abbia sentito in qualche modo la sincera delusione del nostro ormai ex presidente del consiglio. Una delusione che nasce dalla sua sincera convinzione di aver potuto avere oggi numeri a sufficienza per evitare di rendere esplicito quello che ormai da settimane, mesi, se non addirittura anni, era chiaro agli occhi dei più, cioè che Silvio Berlusconi non fosse più adatto a rappresentare l'Italia.

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19 Set L’Isola delle Rose

Sabato sera. Sono a Savignano e si beve qualcosa con gli amici al buon vecchio Sidro Club. Mi arriva uno di quei messaggi generati in automatico da uno dei server della Vodafone e mi dice che per chiamare l'Italia occorre digitare un certo numero e blahblahblah. Mi metto a ridere (forse è anche colpa della 4 birra che impugno con assoluta baldanza) e corro al balcone dietro al quale sono certo di trovare il buon Leo.

Gli faccio: "Di ascolta, se volevi trasportare il Sidro in una dimensione sovranazionale ed esulare la metratura del locale dall'obbligo di sottostare alle leggi dello stato italiano potevi farla meno complicata..si insomma..contattare addirittura la Vodafone!".

"Ma stai buono va là, ho visto da poco un documentario sull'Isola delle Rose..un ingegnere pazzo di Bologna alla fine degli anni 60'...lui sì che ha avuto le palle..."

Senza riportare tutta la conversazione (siam mica qui a ricopiare i tabulati) il discorso è molto interessante. Diversi temi, anche di natura prettamente filosofica, si intrecciano quando si toccano argomenti come quelli delle radio pirata, delle libere repubbliche sorte quasi per gioco a cavallo fra anni 60' e 70' in diverse parti del mondo, dell'esperanto e delle Utopie.

Mi piace pensare che di spazi da riempire con punti di vista nuovi e innovativi, coraggiosi e non necessariamente conformisti si possano ancora trovare, passeggiando per il nostro pianeta. Sicuramente navigando nelle acque dei nostri mari, addirittura di quella "bacinella" che è il nostro Mare Adriatico. Da qui l'entusiasmo per un documentario semplice, ma assolutamente evocativo rispetto la nascita e la morte dell'Isola delle Rose.

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