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Civic Journalism

22 Ott Se hai una montagna di neve, tienila all’ombra. Intervista ad Elisabetta Sgarbi

LONGIANO – Lunedì sera la proiezione del film “Se hai una montagna di neve, tienila all’ombra. Un viaggio nella cultura in Italia” girato dalla regista Elisabetta Sgarbi e presentato in anteprima al festival del cinema di Venezia. Longiano ed il suo teatro si preparano ad accogliere la regista con una serata realizzata in collaborazione con la Fondazione Tito Balestra: il titolo del lavoro è tratto da una poesia del poeta longianese, alla memoria del quale è stato dedicato l’intero lavoro. Per l'occasione abbiamo incontrato l’autrice Elisabetta Sgarbi, per una breve intervista:
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03 Set "Se hai una montagna di neve tienila all'ombra", un pezzeto di Longiano alla mostra del cinema di Venezia

la diga delle tre gole - tito balestraLONGIANO – C’era anche un pezzetto di Longiano alla biennale di Venezia. Ieri mattina infatti, in occasione della 67esima edizione della mostra del cinema, è stato presentato il film “Se hai una montagna di neve, tienila all’ombra. Un viaggio nella cultura in Italia”, documentario il cui titolo è ispirato all’omonima raccolta di poesie di Tito Balestra, edita da Garzanti e pubblicata nel 1979. Il documentario, realizzato da Elisabetta Sgarbi, sorella del più “popolare” Vittorio, è un viaggio attraverso l’Italia, le sue regioni e le sue genti, alla ricerca di risposte alla domanda: “Cosa ne è della cultura, nella vita concreta degli

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03 Set “Se hai una montagna di neve tienila all’ombra”, un pezzeto di Longiano alla mostra del cinema di Venezia

la diga delle tre gole - tito balestraLONGIANO – C’era anche un pezzetto di Longiano alla biennale di Venezia. Ieri mattina infatti, in occasione della 67esima edizione della mostra del cinema, è stato presentato il film “Se hai una montagna di neve, tienila all’ombra. Un viaggio nella cultura in Italia”, documentario il cui titolo è ispirato all’omonima raccolta di poesie di Tito Balestra, edita da Garzanti e pubblicata nel 1979. Il documentario, realizzato da Elisabetta Sgarbi, sorella del più “popolare” Vittorio, è un viaggio attraverso l’Italia, le sue regioni e le sue genti, alla ricerca di risposte alla domanda: “Cosa ne è della cultura, nella vita concreta degli

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05 Lug Architetti cesenati per L'Aquila al "2° meeting dell'informazione libera di Fusignano (RA)

L’università di Architettura di Cesena parteciperà al 2° Meeting dell’Informazione Libera che si terrà a Fusignano dal 7 al 9 Luglio prossimi e che vedrà fra i protagonisti ospiti del calibro di Marco Travaglio, Antonio Padellaro e l’ex magistrato Libero Mancuso. In particolare, durante la seconda giornata del meeting - intitolata “L’Aquila oltre il Velo”, integralmente dedicata al tema della ricostruzione post terremoto in Abruzzo - figureranno fra gli ospiti l’ex Presidente della Provincia de L’Aquila Stefania Pezzopane, il giornalista de “La Repubblica” Giuseppe Caporale ed alcuni rappresentanti dell’associazione delle vittime “Comitato 3e32”. Fra gli ospiti, anche alcuni studenti della facoltà di architettura “A. Rossi” di Cesena.
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07 Giu Zani replica alla Celletti

ReplicaLONGIANO – Sono di ieri le dichiarazioni dell’esponete della Lega Nord cesenate Antonella Celletti che definisce Zani come un “non eroe” e una persona che “ha partecipato all'azione degli islamisti turchi senza la consapevolezza di essere strumentalizzato per un fine tutt'altro che pacifico”. La risposta di Manuel Zani, direttamente attaccato dall’esponente leghista, non si è fatta attendere. “Io non sono certo una figura eroica, né ho cercato di esserlo, al pari di nessun’altro fra i membri dell’equipaggio della flottilla. Se mai i veri eroi sono gli abitanti di Gaza che quotidianamente, da anni ormai, vivono una situazione veramente disastrosa. E non parlo certo di Hamas, ma dei civili palestinesi, degli uomini, delle donne e dei bambini che non hanno accesso a cure sanitarie, ai beni di prima necessità. Mi sono imbarcato come documentarista per svolgere un lavoro. Vorrei capire su quale basi la signora Celletti si arroga il diritto di sostenere che io sia un mistificatore o che mi sia fatto più o meno strumentalizzare ‘dagli islamisti’, come li definisce
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07 Giu INTERVISTA A MANUEL ZANI – Longiano Freedom Flotilla, Epilogo

LONGIANO – Manuel Zani è finalmente a casa. Dopo la gigantesca “avventura” che lo ha visto fra i protagonisti della missione umanitaria Freedom Flotilla e del blitz militare al largo delle coste di Gaza da parte dell’esercito israeliano. E’ rientrato nella notte di ieri, anche per schivare giornalisti e curiosi, dopo gli accertamenti di Roma ed un breve intervento a Bologna, in occasione di una proiezione alla cineteca del video realizzato dall’amico Manolo Luppichini sulla situazione del popolo palestinese nella striscia di Gaza, durante il Festival sociale delle Culture Antifasciste. Abbiamo incontrato Manuel ieri mattina a Longiano, per una veloce intervista: Come è nata la decisione di unirti alla missione Freedom Flotilla? Manolo Luppichini – documentarista indipendente romano - mi ha chiamato a ridosso della partenza e mi ha chiesto se mi interessava lavorare assieme a lui. Siccome ci conosciamo da una decina di anni e abbiamo già fatto qualche cosa assieme, ho preso la palla al balzo e sono partito. Prima di tutto per interesse professionale e passione. Poi naturalmente è ovvio che la situazione palestinese mi interessa, ma soprattutto mi interessava vedere con i miei occhi le cose per quelle che sono.
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03 Giu Longiano Freedom Flotilla, day 3

Ben GurionLONGIANO – E’ partita la carovana che riporterà a casa i sei attivisti italiani, fra cui il longianese Manuel Zani. Partito nella tarda mattinata di ieri dal carcere di Beersheba dove era detenuto in stato di fermo assieme agli altri membri dell’equipaggio della Flotilla, Manuel è stato scortato dai militari israeliani sino all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv dove verrà imbarcato su uno dei sei aerei speciali in partenza per la Turchia. Lo scalo all’aeroporto di Ankara o di Istanbul – queste la destinazione più probabile per la comitiva di italiani – rappresenterà ufficialmente il ritorno allo stato di libertà per Manuel Zani e gli altri attivisti protagonisti di questa vicenda che presenta, con il passare del tempo, sempre più lati oscuri. I genitori ed i fratelli di Manuel, nonostante il filo diretto con la Farnesina rimangono in attesa di entrare in contatto diretto con il proprio caro, visto che il governo israeliano non ha acconsentito ad alcun interlocutore non istituzionale di raggiungere telefonicamente i detenuti per tutta la durata del loro trattenimento. “Stiamo aspettando di ricevere la notizia dell’arrivo di Manuel in Turchia – così il fratello di Manuel, Mattia Zani -perché solo una volta atterrato ad Istanbul potrà farci sapere direttamente come sta”. La vicenda è resa più complessa dal fatto che tutti i membri dell’equipaggio della Flotilla sono stati obbligati a consegnare i loro averi personali - fra cui fotocamere, cineprese e ovviamente telefoni cellulari - ai militari israeliani durante le fasi immediatamente successive al blitz. Grazie al fratello minore Mattia si sa che sono arrivate delle “rassicurazioni da parte della Farnesina sulla riconsegna da parte del governo Israeliano di tutto il materiale sequestrato”. L’importanza di questo fatto, a prescindere dal valore economico dei beni in questione, è ovviamente rappresentata dall’importanza delle immagini e dei video girati. Come sappiamo, sulle navi della Flottilla attaccate all’alba di lunedì scorso erano presenti diversi giornalisti, foto e video reporter, fra cui certo Manuel Zani. Il dubbio che tutte le riprese e le immagini
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01 Giu Longiano Freedom Flotilla, day 2

LONGIANO – Manuel Zani sta bene. La notizia è finalmente arrivata ieri pomeriggio in seguito all’incontro del console italiano a Tel Aviv Gloria Belelli con i 6 cittadini italiani fermati in territorio israeliano. Al momento Manuel assieme agli altri 5 connazionali si trova nel carcere di Ela nella città di Beersheba, nel deserto del Negev a poche decine di chilometri da Gaza. Il suo fermo si è materializzato in seguito al trattenimento ad Ashod, città portuale a sud di Tel Aviv, nella notte di lunedì scorso assieme agli altri membri degli equipaggi delle navi di Freedom Flotilla, la spedizione umanitaria vittima dell’attacco che ha riportato 9 morti e decine di feriti di nazionalità prevalentemente turca. Così come la maggior parte degli attivisti non coinvolti negli scontri, anche Manuel Zani si era rifiutato ieri di autorizzare la sua “espulsione lampo”. Da qui la detenzione nel carcere che secondo fonti accreditate non potrà durare meno di 72 ore. Questa infatti dovrebbe essere la durata minima della reclusione per coloro che sono in attesa di una sentenza di espulsione. Sono comunque ore di
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